04 NOVEMBRE 2012
CONVEGNO DIOCESANO DELLE FAMIGLIE
VIVERE LA CASA, ABITARE LA VITA


Il Convegno diocesano delle famiglie di domenica 4 Novembre 2012 ha sancito il nuovo cammino della Pastorale familiare in diocesi. Tutti i percorsi annuali verranno incastonati tra due convegni: uno iniziale di lancio del tema e uno finale di verifica del percorso.In mezzo la riflessione delle famiglie, da farsi preferibilmente nella propria parrocchia, su un unico tema.

Tali temi sono già stati individuati dalle problematiche del Convegno di Milano e dalla relazione del nostro Vescovo all'ultimo Convegno diocesano delle famiglie: la casa, il lavoro, la festa. Quest'anno il tema sarà perciò la casa, nel prossimo anno il lavoro, e alla fine del triennio la festa. Tutti temi importanti che vogliono portare le famiglie a guardare con occhi diversi, gli occhi della fede, le realtà che vivono ogni giorno.
Questo convegno del 4 Novembre ad Alghero nel centro pastorale di Montagnese ha perciò lanciato il tema della casa che non è semplicemente un tetto sotto cui coprirsi o un posto per mangiare e dormire: è un luogo di vita, in cui la vita viene accolta, protetta, aiutata a maturare e in cui sono fondamentali i rapporti fra le persone che ci abitano. Il titolo del Convegno era perciò “Vivere la casa, abitare la vita”.
La coppia responsabile a livello diocesano, Giuseppina e Franco Arras, il Direttore dell'Ufficio don Raffaele Madau, e la coppia Filomena e Mauro Ledda hanno introdotto i partecipanti nel vivo del cammino della pastorale diocesana della famiglia e nello specifico impegno per questo anno pastorale 2012-13.
Si capisce subito, in ambito cristiano, l'importanza del tema della casa se si dà uno sguardo alla Bibbia. Già nel vecchio Testamento Dio visita il suo popolo presso le sue case, mostrando proprio lì la fedeltà alle sue promesse: dalla tenda di Abramo, alle case degli ebrei schiavi in Egitto, alla casa di Raab da cui inizia la conquista della terra promessa, alla casa della vedova che ospita il profeta Elia.La casa degli Ebrei alla luce della prima Pasqua diventa il luogo di trasmissione della fede testimoniata e insegnata anzitutto dai genitori e lo spazio celebrativo in cui la liturgia domestica prevale sulla stessa sinagoga perché proprio in casa si celebra il momento culminante di quasi tutte le feste religiose. Nel Nuovo Testamento ancora di più si può apprezzare l'importanza della casa, a cominciare da quella di Nazareth in cui Gesù è vissuto per circa 30 anni e in cui Maria ha ricevuto l'annuncio dell'angelo. Ma anche i due più importanti cantici, il Benedictus e il Magnificat sono nati nella casa di Zaccaria ed Elisabetta.La casa di Simone a Cafarnao che ha ospitato Gesù durante la sua vita pubblica, quella degli sposi di Cana, ma anche le case dei peccatori, in primis Levi e Zaccheo,la casa del centurione,la casa degli amici a Betania e specialmente la casa in cui è stata celebrata l'ultima Cena sono state testimoni delle meraviglie di salvezza operate da Gesù. E anche la primitiva comunità cristiana che in casa ha ricevuto lo Spirito Santo, pur frequentando quotidianamente il tempio, spezza il pane, cioè celebra l'eucaristia, nelle case e partendo da queste case si diffonde l'annuncio evangelico. Casa dunque come luogo della memoria, della trasmissione della fede, spazio celebrativo.
Con l'aiuto di un ottimo sussidio (“Si seppe che Gesù era in casa” di Rinaldo Paganelli e Giancarla Barbon) le famiglie sono invitate quest'anno a rivisitare la propria casa nei suoi vari ambienti per riscoprirla come spazio di annuncio e di scoperta delle dimensioni educative della famiglia e della comunità. Ogni ambiente richiede almeno quattro riflessioni: una di carattere antropologico, una biblica, una catechistica, e una educativa spirituale. Gli ambienti individuati sono sette: la porta (luogo per entrare, uscire, passare, lasciar andare) la cucina (luogo della condivione, del nutrimento, della mensa) il salotto (luogo dell'ascolto per introdurre, condividere, riposare) la camera da letto (luogo dell'intimità, del segreto, del sogno, dell'abbandono al sonno e del risveglio) il bagno (luogo della cura per purificarsi, ritrovarsi) la finestra (luogo dell'apertura, dell'aria nuova, del guardare oltre) il giardino (luogo della contemplazione, della bellezza, del gioco).
La giornata è stata impreziosita dalla presenza del Vescovo, padre Mauro, che sia in sala che durante la Messa ha ricordato ai partecipanti l'urgenza e la concretezza del comandamento dell'Amore di Dio e del prossimo da vivere anzitutto in famiglia. I bambini, mentre i loro genitori partecipavano alle attività, sono stati seguiti dall'equipe degli animatori con cui hanno costruito con la pasta dei quadri che rappresentevano la casa.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo al sacco, i partecipanti, divisi in cinque gruppi di lavoro, hanno approfondito le tematiche relative alla casa e si sono poi ritrovati in sala per le conclusioni. Non in tutte le parrocchie sarà possibile fare il percorso indicato e per la città di Alghero si è pensato di fare almeno un incontro mensile cittadino sul tema, oltre al cammino parrocchiale. Si cercherà perciò per quanto possibile di sensibilizzare i Parroci e le famiglie perché si intraprenda questo comune percorso alla riscoperta della realtà cristiana della propria casa che dovrebbe diventare vera “chiesa domestica”. L'appuntamento di verifica è al prossimo Convegno diocesano della famiglia fissato per domenica 21 aprile 2013 a Montagnese.

Don Raffaele Madau