Preghiera in famiglia per il Sinodo
Agosto 2014

(Dal Centro Nazionale)

In cammino verso il Sinodo: Il Buon Samaritano della famiglia
(a cura dei coniugi Pierluigi e Gabriella Proietti)

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In cammino verso il Sinodo: Il Buon Samaritano della famiglia 

 (la preghiera può essere vissuta in famiglia e presieduta dal papà o dalla mamma (Pres.), oppure nella Famiglia di Famiglia che è la comunità presieduta dal parroco o da uno dei suoi collaboratori)

Canto: Lodi all'Altissimo

Tu sei Santo Signore Dio,
Tu sei forte, Tu sei grande,
Tu sei l’Altissimo l’Onnipotente,
Tu Padre Santo, Re del cielo. 

Tu sei trino, uno Signore,
Tu sei il bene, tutto il bene,
Tu sei l’Amore, Tu sei il vero,
Tu sei umiltà, Tu sei sapienza. 

Tu sei bellezza, Tu sei la pace,
la sicurezza il gaudio la letizia,
Tu sei speranza, Tu sei giustizia,
Tu temperanza e ogni ricchezza. 

Tu sei il Custode, Tu sei mitezza,
Tu sei rifugio, Tu sei fortezza,
Tu carità, fede e speranza,
Tu sei tutta la nostra dolcezza.

 Tu sei la Vita eterno gaudio
Signore grande Dio ammirabile,
Onnipotente o Creatore
o Salvatore di misericordia.

Pres: In nome del Padre ….Questa sera, ancora una volta, il Signore (…) si fa dono. Gesù anche questa sera si dona a noi nell’Eucaristia, condivide il nostro stesso cammino, anzi si fa cibo, il vero cibo che sostiene la nostra vita anche nei momenti in cui la strada si fa dura, gli ostacoli rallentano i nostri passi. E nell’Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell’amore, scende nella nostra povertà per trasformarla. Chiediamoci allora questa sera, adorando il Cristo presente realmente nell’Eucaristia: mi lascio trasformare da Lui? Lascio che il Signore che si dona a me, mi guidi a uscire sempre di più dal mio piccolo recinto, a uscire e non aver paura di donare, di condividere, di amare Lui e gli altri? Fratelli e sorelle (…) preghiamo perché la partecipazione all’Eucaristia ci provochi sempre a seguire il Signore ogni giorno, ad essere strumenti di comunione, a condividere con Lui e con il nostro prossimo quello che siamo. Allora la nostra esistenza sarà veramente feconda. Amen.  (Papa Francesco, Corpus Domini 2013). 

(In Chiesa: Esposizione del  SS. Sacramento (in ginocchio); In famiglia: accensione di un lume davanti ad un icona della Sacra famiglia.)

Canto del Canone: “Adoramus Te Domine”

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 25-29)
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

Dal Messaggio di Papa Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (1 giugno 2014)
“Per noi discepoli del Signore, che cosa significa incontrare una persona secondo il Vangelo? Come è possibile, nonostante tutti i nostri limiti e peccati, essere veramente vicini gli uni agli altri? Queste domande si riassumono in quella che un giorno uno scriba, cioè un comunicatore, rivolse a Gesù: «E chi è mio prossimo?» (Lc 10,29). Questa domanda ci aiuta a capire la comunicazione in termini di prossimità... I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri.

Silenzio per l’adorazione o la preghiera personale: 5 minuti accompagnato dal Canone: “Ubi Caritas”

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 30-32)
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre.  Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe compassione.

 

Dal Messaggio di Papa Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (1 giugno 2014)
Chi si ferma è il samaritano, «un peccatore», un uomo che «non era abituato alle pratiche religiose, alla vita morale». Tuttavia «ha capito che Dio lo chiamava, e non fuggì». Occorre sapersi inserire nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze, e offrire loro il Vangelo, cioè Gesù Cristo, Dio fatto uomo, morto e risorto per liberarci dal peccato e dalla morte. La sfida richiede profondità, attenzione alla vita, sensibilità spirituale. Dialogare significa essere convinti che l’altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alle sue proposte. Dialogare non significa rinunciare alle proprie idee e tradizioni, ma alla pretesa che siano uniche ed assolute”.

Silenzio per l’adorazione o la preghiera personale: 5 minuti accompagnato dal Canone:  “Misericordias Domini”

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 34-37)
Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

 

 Dal Messaggio di Papa Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (1 giugno 2014)
“Il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Gesù inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l’altro come un mio simile, ma della mia capacità di farmi simile all’altro….. Non possiamo vivere da soli, rinchiusi in noi stessi. Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. Abbiamo bisogno di tenerezza… L’icona del buon samaritano, che fascia le ferite dell’uomo percosso versandovi sopra olio e vino, ci sia di guida. La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l’allegria. La nostra luminosità non provenga da trucchi o effetti speciali, ma dal nostro farci prossimo di chi incontriamo ferito lungo il cammino, con amore, con tenerezza”.

Silenzio per l’adorazione o la preghiera personale: 5 minuti accompagnato dal Canone: “Nada te turbe”

Invocazioni (in piedi)  
Pres:  Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, «nato da Donna», e mediante lo Spirito Santo,  sorgente di carità divina, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che sempre si rinnovano (GPII).

Facciamoci prossimi gli uni agli altri, pregando per tutte le nostre famiglie provate dalla vita:

 Preghiamo per le nostre coppie di sposi unite, ma spesso segnate dalla incomprensione, dalla distanza, dalla competizione, dalla mancanza di intimità, di comunicazione e di gioia; (Seguono 10 secondi di silenzio)

  1. 2.        Preghiamo per i fidanzati che affrontano le tante difficoltà di costruire il grande progetto dell’amore per sempre; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  2. 3.        Preghiamo per le giovani coppie che percorrono la strada faticosa del passaggio dall’io al noi, dall’essere  figli all’essere genitori, a essere pienamente sposi; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  3. 4.        Preghiamo per gli sposi che vivono il tempo del “nido vuoto”, del distacco dai figli e del ritrovarsi in due dopo tanti anni; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  4. 5.        Preghiamo per le coppie di conviventi che per la loro storia personale, la loro formazione o la loro condizione, hanno deciso di convivere temporaneamente o stabilmente, e di non sposarsi; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  5. 6.        Preghiamo per le famiglie segnate dalla discomunione tra i coniugi, dalla separazione o dal divorzio; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  6. 7.        Preghiamo per tutti i figli di tutte le famiglie, (sposate, conviventi o  disgregate, monoparentali)   che soffrono per la mancanza di uno o di entrambi i genitori o  respirano l’aria del non amore e della non comunione tra il papà e la mamma; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  7. Preghiamo per le famiglie isolate e chiuse in se stesse, che privano  le famiglie vicine della gioia della condivisione, dell’accoglienza e del reciproco sostegno. (Seguono 10 secondi di silenzio)
  8. 9.        Preghiamo per le famiglie monoparentali, che vivono profonde solitudini affettive e a volte non sentono la vicinanza della Chiesa; (Seguono 10 secondi di silenzio)
  9. 10.     Preghiamo per le famiglie ricomposte, impegnate nella difficile e spesso sofferta rete di relazioni frammentate e divise. (Seguono 10 secondi di silenzio)

 Preghiere spontanee

 Padre nostro (cantato)

  • In Chiesa: Benedizione Eucaristica (in ginocchio) ,accompagnata dal canone “Adoramus Te Domine”: solo arpeggio di chitarra
  • In Chiesa: Reposizione del Santissimo,Canto di Reposizione (in piedi)         “La nuova Gerusalemme” (Pierangelo Comi)

Canto: La nuova Gerusalemme
Rit:Vidi la nuova Gerusalemme, Vidi la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da Dio.
Ed era bella, Ed era bella, come una sposa, come una sposa, adorna per il suo sposo.
Ed era bella, Ed era bella, come una sposa, come una sposa, adorna per il suo sposo.

 

Essa era la dimora di Dio tra gli uomini
Egli porrà la sua tenda in mezzo a loro
Ed essi saranno il suo popolo
Egli sarà il Dio con loro
Asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
Rit.

 

La morte la morte più non ci sarà
Né lutto né lamento né affanno
Perché così dice il Signore
Le cose di prima sono passate
Ecco io faccio nuove tutte le cose 
Rit.

 

 Io, io sono l’alfa e l’omega
Io sono il principio e la fine
A chi ha sete darò  gratuitamente l’acqua della fonte della vita
Io sarò il suo Dio
Ed egli mio figlio
Rit.

 

Antifona mariana: SALVE REGINA

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