Preghiera in famiglia per il Sinodo
Maggio2014

(Dal Centro Nazionale)

“maschio e femmina li creò” (Gen 1,27)
Le radici sponsali della persona umana

Cliccare qui per scaricare la preghiera in pdf

“maschio e femmina li creò” (Gen 1,27)

Le radici sponsali della persona umana

 

(la preghiera può essere vissuta in famiglia e presieduta dal papà o dalla mamma (Pres.), oppure nella Famiglia di Famiglia che è la comunità presieduta dal parroco o da uno dei suoi collaboratori)

Introduzione

Lui: Annunciare oggi il Vangelo del matrimonio e della famiglia, in modo particolare alle nuove generazioni, significa riscoprire che lo sviluppo dell’uomo non è misurabile sulla base del progresso tecnologico, ma sulla crescita della capacità di dono di sé.
 Lei: Ecco perché occorre riscoprire le radici sponsali della persona umana, quello che San Giovanni Paolo II definisce il sacramento primordiale.
 Lui: La radice “spons” significa “promessa”, promessa di dono, del dono di sé. Il nostro corpo sessuato è una promessa di dono. Siamo fatti per essere dono.
 Lei: Fuori dalle anguste strettoie dell’individualismo che ci vorrebbe contagiare, noi possiamo annunciare che non esistono individui che possono realizzarsi restando chiusi in sé stessi. Questa è la buona notizia: ogni persona è sponsale, promessa di sé all’altro.

 Pres.: Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

Pres.: Carissimi la famiglia mostra il disegno originario di Dio sull’amore umano: Dio ha creato il maschio e la femmina perché nella loro reciprocità mostrassero la bontà della differenza. In questo tempo pasquale vogliamo invocare la luce dello Spirito perché sappia farci vivere la sintonia con Dio e tra di noi nell’unica famiglia, la Chiesa. Solo così potremo preparare il cammino sinodale in cui come famiglia di famiglie siamo chiamati a riflettere sulle sfide che il vangelo suscita nelle nostre chiese domestiche.    

 Dal Salmo 118:  Inno di ringraziamento

(alternato maschi e femmine)

 M: Rendete grazie al Signore perché è buono,

F: perché il suo amore è per sempre.

M: Dica Israele:

F: «Il suo amore è per sempre».

M: Dica la casa di Aronne:

F: «Il suo amore è per sempre».

M: Dicano quelli che temono il Signore:

F: «Il suo amore è per sempre».

M: Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza.

F: Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti:

M: la destra del Signore ha fatto prodezze,

F: la destra del Signore si è innalzata,la destra del Signore ha fatto prodezze

M: Non morirò, ma resterò in vita

F: e annuncerò le opere del Signore.

M: Il Signore mi ha castigato duramente,

F: ma non mi ha consegnato alla morte.

M: Apritemi le porte della giustizia:

F: vi entrerò per ringraziare il Signore.

M: Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza! Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!

F: Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

M: Vi benediciamo dalla casa del Signore.

F: Il Signore è Dio, egli ci illumina.

M: Formate il corteo con rami frondosi fino agli angoli dell'altare.

F: Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto.

 Insieme:Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

Pres.: Preghiamo: O Dio, che fin dagli inizi della creazione hai voluto l'unità fra l'uomo e la donna, congiungi con il vincolo di un solo amore tutti gli sposi, che hai unito in Matrimonio, e fa' che siano testimoni di quella carità che hai loro donato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Canto, silenzio adorante...musica.

Prima parte. Le radici sponsali della persona umana

 Dall’udienza generale di Papa Francesco (2 aprile 2014)
“L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale: l’uomo e la donna; non soltanto l’uomo, non soltanto la donna, ma tutti e due. Questa è l’immagine di Dio: l’amore, l’alleanza di Dio con noi è rappresentata in quell’alleanza fra l’uomo e la donna. E questo è molto bello! Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore. E nell’unione coniugale l’uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva.
Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si “rispecchia” in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l’icona dell’amore di Dio per noi”.

 Dal libro della Genesi (Gen 1,26-28)
Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra»

 Restiamo qualche minuto in silenzio

 Per riflettere: Come la nostra coppia e i componenti della nostra famiglia sono riflesso della bontà della bontà della differenza?

 Salmo 8 :  (A due cori)

 Tutti: O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza, con la bocca di bambini e di lattanti: hai posto una difesa contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

 Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

 Davvero l'hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi:

 tutte le greggi e gli armenti e anche le bestie della campagna, gli uccelli del cielo e i pesci del mare, ogni essere che percorre le vie dei mari.

Tutti: O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!    Gloria…

 Canto

Seconda parte. La bontà della differenza

 Dal discorso di Papa Francesco ai fidanzati
“Il matrimonio è anche un lavoro di tutti i giorni, potrei dire un lavoro artigianale, un lavoro di oreficeria, perché il marito ha il compito di fare più donna la moglie e la moglie ha il compito di fare più uomo il marito. Crescere anche in umanità, come uomo e come donna. E questo si fa tra voi. Questo si chiama crescere insieme. Questo non viene dall’aria! Il Signore lo benedice, ma viene dalla vostre mani, dai vostri atteggiamenti, dal modo di vivere, dal modo di amarvi. Farci crescere! Sempre fare in modo che l’altro cresca. Lavorare per questo. E così, non so, penso a te che un giorno andrai per la strada del tuo paese e la gente dirà: “Ma guarda quella che bella donna, che forte!…”. “Col marito che ha, si capisce!”. E anche a te: “Guarda quello, com’è!…”. “Con la moglie che ha, si capisce!”. E’ questo, arrivare a questo: farci crescere insieme, l’uno l’altro. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi - l’un l’altro - più uomo e più donna!”.

 Dal Cantico dei Cantici (4,11-16)

Le tue labbra stillano nettare, o sposa, c'è miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti è come quello del Libano. Giardino chiuso tu sei, sorella mia, mia sposa, sorgente chiusa, fontana sigillata. I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro e nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo, con ogni specie di alberi d'incenso, mirra e àloe, con tutti gli aromi migliori. Fontana che irrora i giardini, pozzo d'acque vive che sgorgano dal Libano. Àlzati, vento del settentrione, vieni, vieni vento del meridione, soffia nel mio giardino, si effondano i suoi aromi. Venga l'amato mio nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti.

 Breve tempo di preghiera silenziosa

 L’amore è il legame più forte che esista
L’amore è la forza di attrazione, il legame più forte che esista. Le fedi portate al dito saranno loro a segnare il nostro destino. Ci faranno sempre rievocare il passato come fosse una lezione da ricordare. Ci spalancheranno ogni giorno di nuovo il futuro allacciandolo con il passato. E insieme, in ogni momento, serviranno a unirci invisibilmente come gli anelli estremi di una catena.
Le fedi da sole non hanno peso, non hanno valore, ricevono significato dalla comunione dei due sposi. Il peso delle fedi d’oro è il peso specifico dell’essere umano. La fede è il segno di un amore che ha la portata di tutto il nostro destino.
L’amore non può durare un solo momento. L’eternità dell’uomo passa attraverso l’amore. Ecco perché si ritrova nella dimensione di Dio - solo Lui è Eternità. L’esperienza umana dell’amore è quanto più ci avvicina alla condizione divina, nell’esperienza dell’amore l’uomo prende parte della natura divina.
Nessuno potrebbe dire con verità parole d’amore alla propria donna se non con il desiderio che esse abbiano valore per l’eternità. Ciò che è per poco tempo è fasullo, non dura, non è vero.
Esistere solo un attimo, solo adesso – e recidersi dall’eternità. Prendere tutto in un momento e tutto subito perdere. Ah, maledizione dell’attimo che arriva dopo e di tutti gli attimi che lo seguono. L’uomo cerca spesso gli amori dimenticandosi dell’Amore, di quell’Amore di cui sentiamo la nostalgia e che ci manca.
Solo guardando a Cristo, approfondendo il mistero della sua presenza nel sacramento del matrimonio ci rivolgiamo con verità alla persona che amiamo percependo che amare vuol dire donare la vita attraverso la morte, amare vuol dire sprigionare dalle profondità dell’anima l’acqua viva della sorgente, l’anima che brucia, arde senza fiamma.

(da “La bottega dell’orefice” di Karol Wojtyla)

 

Canto

Terza parte. La sinfonia della comunione

 Dall’udienza generale di Papa Francesco (9 ottobre 2013)
“La Chiesa è cattolica, perché è la “Casa dell’armonia” dove unità e diversità sanno coniugarsi insieme per essere ricchezza. Pensiamo all’immagine della sinfonia, che vuol dire accordo, armonia, diversi strumenti suonano insieme; ognuno mantiene il suo timbro inconfondibile e le sue caratteristiche di suono si accordano su qualcosa di comune. Poi c’è chi guida, il direttore, e nella sinfonia che viene eseguita tutti suonano insieme in “armonia”, ma non viene cancellato il timbro di ogni strumento; la peculiarità di ciascuno, anzi, è valorizzata al massimo!
È una bella immagine che ci dice che la Chiesa è come una grande orchestra in cui c’è varietà. Non siamo tutti uguali e non dobbiamo essere tutti uguali. Tutti siamo diversi, differenti, ognuno con le proprie qualità. E questo è il bello della Chiesa: ognuno porta il suo, quello che Dio gli ha dato, per arricchire gli altri. E tra i componenti c'è questa diversità, ma è una diversità che non entra in conflitto, non si contrappone; è una varietà che si lascia fondere in armonia dallo Spirito Santo; è Lui il vero “Maestro”, Lui stesso è armonia. (…) L'uniformità uccide la vita. La vita della Chiesa è varietà, e quando vogliamo mettere questa uniformità su tutti uccidiamo i doni dello Spirito Santo. Preghiamo lo Spirito Santo, che è proprio l'autore di questa unità nella varietà, di questa armonia, perché ci renda sempre più “cattolici”, cioè in questa Chiesa che è cattolica e universale!”.

 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 14-24)
Il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: "Poiché non sono mano, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo. E se l'orecchio dicesse: "Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; oppure la testa ai piedi: "Non ho bisogno di voi". Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.

 Preghiere spontanee a cui segue il Padre Nostro.

 Preghiera: Maschio e femmina li creò (Gen 1,27): Le radici sponsali della persona umana

(di don Paolo Gentili e Tommaso e Giulia Cioncolini)

O Spirito Santo,
fa risplendere nei legami familiari
la bellezza delle radici sponsali della persona umana,
la bontà della differenza sessuale
e la sapienza di Colui che "...maschio e femmina li creò...",
affinché la nostra CASA sia rischiarata dalla tua luce.

 Custodisci la nostra PARROCCHIA
perché edifichi relazioni ecclesiali feconde,
mostrando la tenerezza della Chiesa Madre
e la forza di Dio Padre.

Rendi la SCUOLA sempre più
un luogo di crescita culturale e relazionale
nel pieno rispetto della dignità della persona umana
e della libertà educativa della famiglia,
per crescere come uomini e donne
inaugurando così un nuovo umanesimo.

Allarga il cuore di ciascuno di noi,
per accogliere le periferie esistenziali dell’umano
e irradiare ogni PIAZZA con la “fiamma Divina” della creazione
attraverso la cultura dell’incontro e relazioni sociali di comunione nella differenza.

 Sostieni il nostro corpo come sacramento primordiale
affinché negli ambienti dello SPORT
le relazioni agonistiche siano vissute
nel rispetto reciproco e nella solidarietà fraterna.

Permetti a ciascuno di noi di esplorare il WEB
senza affogare nell’eclissi della differenza e
favorendo la conversione delle relazioni virtuali
in rapporti di autentica umanità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Benedizione conclusiva e canto finale.

 

Cliccare qui per scaricare la preghiera in pdf